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Tipi di insetto
Il grillo marrone:

Il grillo marrone ( Acheta domestica)
E’ il grillo più diffuso e gradito dagli allevatori come
insetto da pasto, perché la sua colorazione non è sgradita
a nessun potenziale predatore, come avviene invece qualche volta nei
confronti del grillo nero. Il grillo marrone o delle case e un buon saltatore
e” cantore”. Il canto del grillo è notturno ed è prodotto
dallo sfregamento delle ali dei maschi, che in questo modo richiamano
le femmine.
Nel nostro allevamento distinguiamo 5 tipi o “ taglie “ di
grilli:
Taglia 1 “ pinhead” di circa 3 mm o grilli neonati
Taglia 2 circa 4-6 mm grilli di 1-2 settimane
Taglia 3 circa 7-15 mm grilli di 3-4 settimane
Taglia 4 circa 16-25 mm grilli di 4-5 settimane
Taglia 5 insetti alati circa 25 mm oltre 5 settimane
La vita media di un grillo delle case è 4 mesi, l’età riproduttiva
viene raggiunta intorno ai 3 mesi. Durante questa fase, la femmina comincia
a deporre uova, da 100 a 400, scavando leggermente nel terreno e inserendo
le uova appena al di sotto della superficie. Le uova schiudono dopo 2-3
settimane e i piccoli, microscopici ma del tutto simili agli adulti escono,
cominciando ad alimentarsi. Sia le uova che i piccoli neonati possono
essere predati dagli adulti.
Nutrizione
I nostri grilli sono nutriti con miscele di cereali ( farina di frumento,
farina di mais), cereali fioccati come avena o orzo, pellettati per
trote e vegetali freschi ( erba di campo, radicchio, lattuga romana,
cicoria ecc.).Un grillo adulto contiene circa il 70% di acqua, il 65%
di proteine grezze (sulla sostanza secca), il 13 % di lipidi grezzi
(ss), poco calcio e molto fosforo.
Nelle 24-48 ore precedenti all’ordine del cliente, integriamo la
loro alimentazione con calcio, in modo da ottenere nell’insetto
che viene consumato un rapporto calcio/ fosforo di 1:1. Questo sistema
rende i nostri insetti veramente validi per l’alimentazione dei
rettili a cui sono destinati, determinando un corretto rapporto calcio/
fosforo nella dieta dell’animale. In questo modo si evitano degli
squilibri alimentari che possono portare allo sviluppo della malattia
ossea metabolica o altre patologie nutrizionali nei predatori.
Recenti studi scientifici dimostrano che questo sistema per integrare
il calcio nella dieta del rettile è nettamente superiore rispetto
a quello di polverizzare i grilli con carbonato di calcio. Infatti, grosse
quantità di polvere possono rendere l’insetto meno appetito.
Inoltre il grillo si pulisce dal calcio e non essendo stato consumato
dal predatore, può a sua volta “predare” e infiggere
ferire da morso, che possono diventare ferite gravi per predatori deboli
o di piccole dimensioni. Inoltre il calcio polverizzato sull’insetto
può anche determinare la morte dell’insetto stesso, rendendolo
quindi inadatto al consumo.
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